La seconda parte di Che (da noi sottotitolata Guerrilla) riprende le gesta di Che Guevara da dove erano state lasciate in L'argentino: dopo la rivoluzione di Cuba e l'ascesa di Fidel Castro, Ernesto Che Guevara continua per la strada della guerriglia armata per portare in Bolivia gli ideali e promesse concrete di cambiamento che hanno fatto diventare Icona la figura di Che Guevara. In risposta alla minaccia degli guerriglieri capeggiati dal leader argentino il governo boliviano invia le forze militari per contenerla e debellarla.
É il 1967 quando dopo la lunga traversata nella giungla boliviana durata quasi un anno il Che viene trovato e giustiziato.
Guerrilla É la seconda parte del titanico sforzo di Soderbergh di rappresentare una figura che ha portato venti di cambiamenti in tutto il mondo, istituendo nelle coscienze di molti la consapevolezza che qualcosa deve essere cambiato.
Rispetto alla prima la seconda parte è priva di cifre stilistiche e registiche come l'alternanza della natura politico/diplomatica e di quella guerrigliera sul campo di battaglia di Che Guevara. In Guerriglia ci viene mostrato un Che Guevara totalmente immerso nella lotta rivoluzionaria armata, mentre nel frattempo vengono introdotte alcune sequenze di vita politica del governo boliviano che decideva del destino della rivoluzione.
L'impianto del documentario di guerra permane in tutto il film, con l'uso di tecniche di ripresa secche e ridotti al minimo (uso di piani sequenza, profondità di campo, dall'uso di una macchina da presa “instabile” a una immobile “gettata”, e così via).
La fotografia è aspra, quasi accecante nell'abbondanza di una luce opaca, con l'intento di accennare una sovrimpressione. Questo per via della totale prevalenza di esterni (la giungla boliviana).
I dialoghi sono impregnati dei messaggi ideologici, portatori di un senso di giustizia e libertà. A questi vengono alternati dialoghi di ordinaria quotidianità. Sono i dialoghi forse che sono fin troppo irrealistici, che dipingono i personaggi e in special modo Che Guevara di un titanismo e di un eroismo innaturali.
Il problema del Che interpretato da uno spiazzante Benicio del Toro è appunto la iper-umanità. Fin troppo tratteggiato con colori netti, definiti, e non viene lasciato alcun spazio per l'umanità (intesa come insieme di caratteristiche che definiscono un essere umano come tale, ossia imperfetto).
Ma forse questa umanità e questa imperfezione è proprio il tema portante di Guerrilla, che racconta il fallimento e la caduta. Le tensioni che si instaurano all'interno del gruppo di guerriglieri è un esempio esplicito del fallimento in cui andava incontro il gesto di Che, oltre anche ai vari tradimenti di cui molti dei civili si macchiano.
Il regista offre a tutti noi uno squarcio della realtà in cui le civiltà vivono. Il realismo in questo senso è agghiacciante.
É incredibile la sequenza della morte di Che Guevara, i cui ultimi secondo di vita vengono narrati in soggettiva, e questo è solo uno degli esempi dello stile registico di Soderbergh. Nei due film si trovano esempi di grande maestria registica, specialmente nel primo.
Soderbergh mostra il Che sotto una luce che pretende di essere il più storicamente realistica. Secondo il mio modesto parere quest'impresa è riuscita solo a metà. É lodevole comunque il lavoro di ricostruzione storica, che sfortunatamente cade in una monotonia piuttosto difficile da digerire.







Che L’argentino è la prima parte del lungometraggio sulla storia di Ernesto Guevara che in Europa è stata divisa in due parti (per la mole totale di più di quattro ore). Nel 1956 Fidel Castro parte per Cuba con al seguito 80 ribelli, pronti a rovesciare la dittatura di Fulgencio Batista. Tra questi ribelli emerge la personalità e la forza di Ernesto Guevara, laureato in medicina e che condivide le stesse ideologie di Fidel. La prima parte di Che L'argentino racconta il viaggio all’interno della giungla cubana verso Havana e la conseguente liberazione di Santa Clara. L' avanzata del Che tra il 1956 e il 1958 in Cuba viene narrata con un espediente stilistico basato sul genere del documentario di guerra. Con immagini nitide e una rappresentazione dell’ideologia dietro la rivoluzione che sembra quasi fuoriuscire dallo schermo, Che L'argentino è la storia di un uomo che diverrà icona e simbolo di un’epoca e dei decenni a venire.