Series, watch in progress : True Blood, Veronica Mars
Letture Manga del momento: Inuyasha
Leggendo Libri : La sfera del buio
Playing Games: Fallout3 (che figata), Prototype.
Fumetto HardBoiled/Noir di Sergio Trenna, Stefano Trenna e Riccardo Rudi (under Costruction) SCAR STREET
Nel post precedente parlavo del fatto che le prime puntate fossero piatte stilisticamente e quasi prive di uno spessore narrativo. Fortunatamente dalla precedente puntata la serie ha preso il via, iniziando a comporre il puzzle di una storyline che non tradisce la creatività di Joss Whedon. La puntata viene giostrata attraverso “echi” ( e credo che il titolo dell’episodio si riferisce anche a questo) di ricordi di Echo ( e anche di altri protagonisti), mostrando finalmente un pezzo del suo passato. Con questa puntata vengono poste delle basi importanti per condurre l’intera stagione verso una trama non più povera di contenuti, e sorretta dai fin troppi rimandi a serie televisive come Dark Angel o Alias.
Interessante in quest’episodio è come tutti i personaggi vengano totalmente sconvolti dal punto di vista caratteriale. Joss Whedon si è sempre divertito con i propri personaggi, e nel bene o nel male è riuscito a costruire alcuni episodi parodiandoli e prendendoli in giro: in “Echoes” troveremo una DeWitt e un signor Dominic totalmente scoordinati nei loro atteggiamenti, e altri personaggi subiranno lo stesso trattamento. Ma è divertente vedere in questi due personaggi come la loro compostezza venga stravolta, creando un effetto di contrasto tra il loro aspetto molto “british” ( la DeWitt è inglese, da come si evince dal suo accento) e un comportamento del tutto fuori di testa.
Speriamo che la serie possa progredire ulteriormente, lasciando che la stagione possa concludersi in maniera decente e lasciare spazio a stagioni future.
Finalmente l’autorialità di Whedon emerge con una forza straordinaria.
Mentre negli episodi precedenti c’era un fiacco andamento tematico, con una debole caratterizzazione di alcuni personaggi, in questo episodio invece troviamo una dirompenza emotiva e coinvolgimento quasi morale che non si vedevano dai tempi di Buffy.
La palla passa finalmente all’agente Ballard, che negli episodi precedenti è stato tracciato a livello caratteriale con linee molto indefinite, quasi opache. In quest’episodio invece la trama si incentra soprattutto su di lui, sulla sua indagine, sui suoi rapporti lavorativi e sentimentali, mostrando forza e carisma. La sua indagine compirà un passo avanti notevole, e questo sicuramente porterà a dei capovolgimenti della trama di Dollhouse, che finora sembrava quasi sciapa, se non noiosa.
I colpi di scena si abbattono come baleni lasciando senza fiato, come eravamo abituati con Joss Whedon.
Un leggero omaggio a un personaggio che ha toccato il cuore di tutti i fan e non di Buffy viene in personificato in Mellie, la vicina di casa di Ballard. Un omaggio quasi invisibile ma che non può non essere colto, e mi riferisco alla dolcezza e delicatezza di Tara. Durante quest’episodio il personaggio di Melie risalta e viene esaltato da un colpo di scena incredibile; l’andamento dell’episodio dal punto di vista di Mellie ricordava vagamente una puntata della seconda stagione di Buffy, Passion , nella quale il personaggio di Jenny trovava una morte commovente, ingiusta e colorata con chiaro scuri poetici . Non sappiamo quale destino ha in serbo Joss Whedon per Mellie, ma sarà un destino che sconvolgerà sicuramente tutti noi.
In questo episodio inoltre viene messo da parte l’andamento auto conclusivo, creando finalmente una storyline della stagione decisa e sicura, a differenza degli episodi precedenti.
Inoltre si svolgono le vicende all’interno della Dollhouse, i rapporti tra le varie bambole e i loro “custodi”, tra i superiori e i subordinati. Taglienti e Agghiaccianti sono invece alcuni messaggi che Joss Whedon vuole trasmettere, e che lo fa attraverso il personaggio di Sierra, che sarà vittima della depravazione dell’animo umano.
E in fine nell’episodio viene introdotto l’elemento documentaristico, mostrando interviste a “persone normali” a cui viene chiesto della Dollhouse, e in questo caso emerge l’elemento etico-morale che finora in questa serie non veniva molto in luce e che riguarda il tema portante su cui si basa l’organizzazione Dollhouse, ossia il valore della fantasia e dei sogni e il loro prezzo. Divertente e particolarmente realistica è la diversa incarnazione delle più comuni risposte riguardo alla possibilità dell’esistenza di un’organizzazione che crea delle bambole su misura per qualsiasi scopo e fantasia.
Joss Whedon è tornato. E anche stavolta non si smentisce nel creare una storia affascinante e inquietante.
Dopo Buffy The Vampire Slayer, lo spin-off Angel, la serie sci-fi Firefly e il continuo cinematografico Serenity, Joss Whedon è tornato di nuovo incentrando le attenzioni su una figura femminile, Echo, interpretata da Eliza Dushku, già vista nei panni di Faith,cacciatrice "corrotta" e più che umana nella serie Buffy (corrotta fino al midollo nelle prime “quattro” stagioni e poi redenta nelle successive, anticipando il suo cambiamento nello spin off Angel, specialmente nella bellissima puntata “Sanctuary” della prima stagione).
La trama è incentrata sulla “Dollhouse”, organizzazione misteriosa che opera nell’anonimato e nell’ombra e che è specializzata nel “prestare” delle vere e proprie bambole umane ai propri clienti, per qualsiasi mansione e compito richiesto.La cosiddetta “Dollhouse” infatti è specializzata nel "creare" persone adatte a qualsiasi scopo, secondo il volere del cliente, e viene fatto attraverso il totale annullamento della personalità e dei ricordi di alcuni soggetti "volontari" e nel successivo impianto all’interno della loro coscienza di qualsiasi personalità venga richiesta. In seguito, dopo che la missione (così vengono chiamate i soggetti ) è portata a termine, "l'attivo" viene di nuovo svuotato della personalità, entrando a uno stato di “Tabula rasa” nel quale è una semplice bambola di pezza, priva di coscienza e memoria, e tenute nella “Dollhouse” sino al prossimo compito richiesto.
E’ agghiacciante, a mio avviso, l’input della serie.
Joss Whedon non ha scrupoli ( non li ha mai avuti in effetti) nel creare dei personaggi come gli “attivi”(soprattutto nello stato di “Tabula rasa”), che nelle loro movenze lente, nelle loro espressioni e nel loro modo di pensare sembrano dei bambini ingenui e indifesi.
E’ quasi commovente vedere il personaggio di Eliza in questo stato, la quale rende al meglio l’idea di una persona del tutto vuota e priva di personalità, e apparire come un bambino che guarda il mondo per la prima volta, stupefatto eppure incapace definirsi in esso. Ma la genialità interpretativa di Eliza Dushku non si limita solo a questo: lei riesce a entrare in un ruolo sempre diverso in relazione alla trama di ogni episodio, nel quale in Echo viene impiantata una nuova personalità per svolgere un determinato scopo, sia il dover appagare sessualmente un uomo, sia dover negoziare con un gruppo di sequestratori.
Avevamo già visto il potenziale di Eliza Dushku in Buffy e Angel, ma nella serie “Dollhouse” supera se stessa.
Joss Whedon è tornato veramente. E mette di nuovo in scena una serie non definibile in un solo genere ( che si fa SOLO se si vuole sminuire il suo lavoro), ma che in una fascia di più generi. Un misto tra un mistery,dramma, thriller e fantascienza/supernatural (ma stavolta di supernatural ci sono solo i vari marchingegni usati per cancellare/registrare le personalità). "Io stavo solo cercando di fare la differenza.. cercavo di.. di trovare il mio posto in questo mondo, come ha sempre detto lei, e ora.. Lo so.. Ogni azione ha una conseguenza. " ( Dollhouse, 1x01)
Una sceneggiatura naturalmente impeccabile, che non tradisce mai ciò che vuole dire e fare Whedon. La sceneggiatura è affidata prevalentemente a Tim Minear , già “sentito” nei dialoghi e battute in molte puntate di Angel e Buffy. E' vivace, brillante, ironica e piena di citazioni, non solo artistico/letterari e riguardanti l’attualità, ma anche “meta-seriali”, omaggiando le precedenti serie di Whedon.
Nella serie c’è una piccola “reunion” del cast di Buffy e Angel: infatti oltre alla presenza di Eliza Dushku, ritroviamo con molto piacere la bellissima Amy Acker, conosciuta come Fred Burkle
Nel cast di Dollhouse inoltre troviamoTahmoh Penikett, conosciuto come Helo nella serie di Battlestar Galactica.
Mi limito a fare questa piccola considerazione su questa serie, che ancora sto visionando, quindi sono impossibilitato nel dare maggiori informazioni sulla trama e critiche attinenti ad essa. Ma sta di fatto che si presenta benissimo, come un regalo impacchettato con una bella carta colorata, e un fiocco che porta il nome di Joss Whedon. E a quanto pare il regalo sembra davvero grande.