lunedì, 31 agosto 2009,22:12
Per chi ha visto il finale della quinta stagione può dedurre da questo video qualcosa di assurdo e spaventosamente paradossale..



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venerdì, 15 maggio 2009,15:18
lost-season-5-finaleIl lungo cammino di Lost sta per volgere al termine. Dopo ben quattro stagioni, la quinta porta con sè numerose risposte e sempre più domande, ma a quanto pare saranno le ultime.
Lost terminerà con la sesta stagione, nella quale (si spera) ogni interrogativo verrà risolto.
La quinta stagione di Lost introduce tematiche e svolte narrative interessanti ma rischiosi da trattare, e mi riferisco soprattutto ai temi prettamente fantascientifici. La fantascienza è sempre stata un'ombra durante le stagioni precedenti, una specie di "ammonimento" che veniva dato agli spettatori per avvertirli e prepararli a un esplosione narrativa fuori dal comune, che avrede dato un senso e una logica all' Isola stessa.
Thriller e Mistery sono il sale di Lost, insieme al Dramma e a qualche sporadica e sana dose di Comedy. Con la quinta stagione le carte dei generi che sono in tavola vengono stravolte ulteriormente introducendo (anzi sviluppando) le potenzialità fantascientifiche implicite nell'"Isola", e nel caos che viene mostrato c'è un filo logico, un filo conduttore che unisce ogni singolo episodio delle stagioni precedenti a questa ultima stagione, e per chi non sta attento si potrebbe perdere un disegno narrativo favoloso, intrigante, e particolarmente avvicente. 
Ogni Season Finale di Lost finisce con un Cliffhanger clamoroso e soprattutto irritante, e naturalmente questa di The Incident non è da meno. E ho trovato particolari gli ultimi fotogrammi in cui la scritta Lost compariva come promessa per una stagione successiva: questa volta, dopo lo sconvolgente finale, i fotogrammi sono bianchi. Non è niente di che, ma ho trovato in questo qualcosa di inquietante.
Per non spoilerare niente a nessuno, vi dico solo che vengono gettate le basi per le ultime domande e quesiti di Lost. Molti personaggi durante le stagioni si "perdono", e ovviamente anche in questa puntata vedrete qualcosa di simile.
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domenica, 10 maggio 2009,20:06
StartrekposterJ.J. Abrams colpisce ancora. Non distaccandosi mai dal mondo della serialità (autore di Felicity,di Alias, di Lost, e della serie nascente Fringe) e sperimentando nel mondo del cinema (Mission: Impossible III e Cloverfield)  J.J. Abrams si immerge in un progetto grandioso, dirigendo una pietra miliare della storia del cinema e della serialità, ossia Star Trek, seguendo  parametri ed esigenze artistiche e narrative proprie (della produzione), personalizzando al massimo l’universo di Star Trek.
Troviamo l’intero cast produttivo di Lost, a partire da Demon Lindelof a Roberto Orci sino ad Alex Kurtzman, e le cifre registiche sono evidenti durante il film. Le musiche sono state totalmente affidate a Micheal Giacchino (fedele compositore che accompagna la produzione di Lost), che ripropone non solo il famosissimo tema musicale di Star Trek in chiave moderna e orchestrata, e guida immagini e sequenze spettacolari con una composizione emozionante e coinvolgente.
La trama si dipana con facilità nei meandri fantascientifici e introspettivi di cui il film si fa portatore. Anche se l’etichetta Star Trek presupporrebbe una costruzione narrativa che potesse dar voce a un cast corale, la narrazione si focalizza soprattutto su due personaggi: James T. Kirk (Chris Pine) e Spock (Zachary Quinto, nei panni di Sylar nella serie Heroes).
Personaggi opposti da ogni punto di vista, Kirk è nato senza una figura paterna durante una tragedia che viene subito svelata all’inizio del film, e conduce una vita da ribelle e spericolata, senza esibire le sue potenzialità, mentre Spock è un vulcaniano che fin da piccolo viene iniziato alla cultura del suo popolo imponendogli una vita priva di emozioni e satura di dogmi razionali.
La figura di Spock riesce in pieno a produrre senso e coinvolgimento, anche se cade il più delle volte nell’ovvietà. Nel caso di Kirk la sua figura segue molti standard del tipico ragazzo ribelle, con la conseguente  costruzione piuttosto stereotipata del personaggio. Segue sempre l’istinto,  è un eroe incompreso ma che poi viene ricompensato per le sue gesta eroiche, è un donnaiolo e si trova sempre in mezzo a qualche rissa e così via. Per non parlare del Villain, Nero (Eric Bana), il quale rimane imprigionato in una superficialità psicologica imbarazzante.
Questi elementi non sono del tutto in sintonia con i personaggi alla Lost di cui J.J. Abrams è l’ideatore, e questo fa presupporre il tocco di una mano del tutto esterna ed estranea che ha condotto non solo alla creazione di personaggi come Kirk, Nero e Scotty (Simon Pegg visto recentemente in Star System), personaggio comico (già visto e stravisto) noiosamente introdotto, ma anche nell’infelice scelta di sviluppare il film per strade narrative piuttosto ovvie e convenzionali. E il finale ne è un (triste) esempio.
Ma il tocco di Abrams rimane lo stesso evidente. Benché lo svolgersi  della trama e l’evoluzione di alcuni personaggi sia standardizzata, le tematiche fantascientifiche sono frutto della visionarietà di Abrams & co. Per non rovinare la sorpresa, dico solo che il viaggio nel tempo e le realtà alternative sono il fulcro portante di tutto il film e che giustificano in pieno la scelta del regista di prendere di Star Trek e scombussolarla in maniera del tutto straordinaria rispetto alle origini del mito.
I codici registici e stilistici di Abrams si colgono in molte sequenze dove ad esempio i rumori diegetici delle immagini vengono ovattate e in seguito sostituite dalla musica o dal silenzio. Oppure l’uso di didascalie per dare coordinate geografiche allo spettatore. E così via.
Star Trek è un eredità cinematografica e seriale che il genio dei nostri tempi J.J. Abrams si è voluto prendere con forza. Può piacere a chiunque, sia ai novizi (come me) che non sono mai stati battezzati dalla serie originale, sia dai cosiddetti Trekkies, che potrebbero apprezzare per l’aria fresca che può essere respirata nel film e per il repertorio di citazioni che si possono cogliere a partire dall’uso di alcuni suoni originali della serie alla ricostruzione dell’Enterprise, dai costumi alla flotta, sino all’apparizione di Nimoy, che rispolvera gli originali panni di Spock per fare interpretare un ruolo d’eccezione nel film.
Effetti speciali a tutta forza. Chiunque rimane affascinato dalle atmosfere e dai combattimenti mozzafiato in cui lo spettatore viene gettato, un vortice vertiginoso di immagini.
J.J. Abrams in numerosissime interviste ha sempre dichiarato che non è mai stato un fan di Star Trek, e che ha sempre preferito Star Wars (che in comune hanno la fantascienza e “Star”). All’epoca delle prime messe in onda della serie di Star Trek  Abrams aveva solo qualche mese. Può essere colto come un punto di forza, poiché toglie la polvere a una serie che andava morendo (o era già morta) e quindi ha il potere di potersi fidelizzare le nuove generazioni.
Star Trek di J.J. Abrams è un rischio e un successo, che ri-conduce il futuro del progetto Star Trek verso un sequel assicurato, e in sintonia con il nostro secolo e la nostra contemporaneità. E questo può piacere come può annoiare.
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